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Alto Adige, sospesi 115 operatori sanitari no vax

L'azienda sanitaria altoatesina: A chi si vaccina verrà revocata la sospensione

Da oggi, giovedì 1 luglio, in Alto Adige più di 115 operatori sanitari non vaccinati non si potranno più presentare al loro posto di lavoro. Lo si apprende dall'Azienda sanitaria che ha concluso l'iter di verifiche. L'atto di accertamento è già stato notificato agli operatori, che - in un primo momento - non potranno più lavorare nei reparti e poi rischiano la sospensione retroattiva. In Alto Adige il movimento no vax è molto radicato, anche tra il personale sanitario. Il personale sanitario non vaccinato, che ha già ricevuto la notifica, da oggi non potrà più lavorare nei reparti. L'Azienda sanitaria, nel giro di pochi giorni, verificherà la possibilità di demansionamento oppure smartworking. In caso di esito negativo la sospensione avrà effetto retroattivo, dal giorno della notifica dell'accertamento dell'inosservanza dell'obbligo vaccinale.

Sono in totale 3.967 gli addetti alla sanità che non si sono vaccinati in Alto Adige all'avvio della campagna vaccinale: di questi, 1.333 appartengono all'Azienda sanitaria, mentre 2.634 sono personale esterno. Nel frattempo, 1.533 persone si sono fatte vaccinare (501 dell'Azienda sanitaria e 1.032 tra il personale esterno). Inoltre, 526 persone (247 dell'Azienda sanitaria e 279 tra il personale esterno) hanno ricevuto un appuntamento per la vaccinazione. Di queste, 183 hanno dato seguito all'invito alla vaccinazione (118 dell'Azienda sanitaria e 65 tra il personale esterno), mentre 343 (Azienda sanitaria: 129; personale esterno: 214) non hanno dato seguito all'invito alla vaccinazione. L'Azienda sanitaria sottolinea che le collaboratrici ed i collaboratori non ancora vaccinati possono decidere di eseguire il vaccino in qualsiasi fase del procedimento, il che rende immediatamente revocate anche le sospensioni già notificate.

Un gran numero di collaboratrici/collaboratori è già stato vaccinato nelle ultime settimane. Circa 1.500 di loro hanno anche inviato una giustificazione indicando il motivo per il quale al momento non sono ancora vaccinati (ragioni cliniche o altre ragioni oggettive). Ora queste motivazioni dovranno essere esaminate e valutate internamente dai rispettivi superiori.

fonte: DottNet

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